FOTO 2 Materiale autoriparante

Pensate alla pelle umana: un graffio o un piccolo foro non costituisce nessun problema, perché questo organo è in grado di autoripararsi. Ed è proprio alla pelle che i ricercatori del dipartimento di ingegneria aerospaziale dell’Università dell’Illinois si sono ispirati per mettere a punto un materiale in grado di ripararsi da solo in caso di un evento che lo danneggi, come un foro di tre centimetri di diametro. Il team, coordinato da Scott White, ha pubblicato gli esiti di questa ricerca, che è il seguito di un analogo progetto portato avanti dalla stessa università nel 2011 ma con risultati non così brillanti come ora, sull’autorevole rivista Science. Se tre anni fa il sistema aveva dimostrato di poter riparare piccolissimi difetti, il nuovo materiale messo a punto, caratterizzato da una struttura completamente nuova ispirata ai vasi sanguigni, si sta dimostrando estremamente più valido. Un liquido speciale, proprio come il sangue che scorre nelle vene, passa attraverso dei minuscoli canali. In caso di danneggiamento del materiale, questi liquidi fuoriescono e formano un gel che si solidifica e ripara il danno nell’arco di una ventina di minuti. Per adesso gli scienziati sono riusciti ad ottenere un materiale autoriparato che ha poco meno dei due terzi della resistenza di quello originale, ma è comunque un risultato ottimo perché supera, sostengono i ricercatori, di un centinaio di volte le prestazioni dei precedenti materiali autoriparanti. 

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